LE NOSTRE INTERVISTE
Firmato Tuttorosa è un nome storico della città di Torino. La storia di questi artigiani infatti comincia 40 anni fa quando Salvatore, restauratore di mobili antichi, aprì la sua attività. Negli anni la sua maestria e professionalità hanno fatto crescere il marchio Firmato Tuttorosa tra gli appassionati, e Salvatore è stato affiancato nel suo laboratorio dal figlio Riccardo.
E’ proprio Riccardo, che rappresenta il presente e futuro dell’attività, che ci spiega l’unicità dei prodotti e dei lavori artistici che realizza insieme al padre. “Mio padre Salvatore ha aperto l’attività 40 anni fa, inizialmente come restauro di mobili antichi con una specializzazione in mobili tirolesi. Lui ha sempre lavorato in questo settore, da ragazzino lavorava in bocia, come si dice da queste parti: era un ragazzo di bottega in via Vanchiglia, il quartiere artigiano dei restauratori a Torino. Dopo decenni di lavori per altri, ha deciso di aprire il suo atelier. E’ diventato famoso proprio come restauratore di mobili tirolesi, nonostante abbia origini siciliane, e negli anni si è specializzato come falegname e artista decoratore”.

Riccardo e Salvatore Tuttorosa nel loro atelier
Di cosa si occupa oggi il vostro laboratorio?
“Ci occupiamo di falegnameria, arredamenti su misura e pezzi unici, ma abbiamo anche una parte importante dedicata all’oggettistica, decorazione e alla tecnica trompe l’oeil. Mio padre ha iniziato come decoratore e artista di oggetti di grandi dimensioni, negli anni abbiamo aggiunto altri oggetti al nostro lavoro. Abbiamo decorato diversi armadi con la tecnica trompe l’oeil per dare, ad esempio, l’idea di una prateria e casa di campagna. Ma lavoriamo anche sull’oggettistica come tavolini da caffè e tavoli più importanti. Li decoriamo con motivi legati all’acqua, ai laghi e agli stagni con effetto acciottolato o finto cemento. Realizziamo anche decorazioni moderne, dove un tavolino può essere decorato come un tombino di città. Venire da noi è un po’ come andare dal sarto: ti siedi, parliamo di cosa ti piace e ti serve e studiamo insieme qualcosa che soddisfi le tue richieste, possa piacerti negli anni ed essere fruibile”.
Avete anche oggetti in pronta consegna?
“Sì, realizziamo anche oggettistica in pronta consegna come le nostre lampade applique molto particolari e uniche. Lavorare nell’arredamento con l’artigianato è come una guerra oggi: noi facciamo prodotti unici, di qualità con una componente artistica. Ogni nostro complemento è unico, realizzato, dipinto e decorato a mano. Ci possono essere delle piccole imperfezioni che non diminuiscono la bellezza ma, anzi, danno un valore aggiunto all’oggetto: non si tratta di stampe realizzate in serie, ma di lavori unici realizzati a mano e questo è uno dei pregi per cui i nostri clienti rimangono estasiati.
Principalmente siamo io e mio padre nell’atelier ma e abbiamo dei collaboratori interni ed esterni che ci aiutano. E’ comunque una produzione interna da cui arriva il sentore del nostro lavoro artigianale”.
Quali sono i vostri pezzi di maggior successo?
“I pezzi di maggior successo per gli amanti dell’artigianato e dell’arte sono i tavolini realizzati con la tecnica del trompe l’oeil, le lampade applique che possono essere personalizzate a richiesta, ad esempio, con l’immagine dei gatti dei nostri clienti, e le nostre piante. Abbiamo realizzato un serie di piante decorate: sono sagome piatte a forma di cactus o aloe vera, decorate e dipinte per dare l’idea di piante vere. Quelle vanno sempre tantissimo perché sono di facile gestione e arredano tanto impegnando poco. Uno degli oggetti che preferisco poi, è una lampada con stelo che rappresenta un tulipano rosso, alta circa 2 metri con dietro l’illuminazione”.
Su Artesan Bazar abbiamo alcuni vostri prodotti tra cui le lampade applique: ci vuole parlare di una in particolare?
“Il prodotto di cui voglio raccontare la realizzazione è la lampada applique del gatto con il filo arancione. L’idea per queste applique è venuta perché non sempre c’è spazio per un quadro e una lampada nella stessa parrete e spesso gli accostamenti di questi due complementi non suono buoni. Ecco quindi l’idea di unirli. Inizialmente avevamo provato con un altro soggetto: avevamo un cordone nautico che era anche filo elettrico e stavamo facendo un dipinto con un cordone così abbiamo fatto una prova. Abbiamo iniziato a unire i due elementi, il reale e il dipinto, e abbiamo immaginato di realizzare l’applique con un gatto perché sono animali che giocano con i fili. Il risultato è un gatto dal manto scuro che nel giocare fa cadere la lampadina fuori dal quadro”.

La applique con gatto e gomitolo
La situazione dell’artigianato in Italia come appare oggi?
“C’è un po’ di ripresa. Negli anni 60/70 c’è stato un picco: l’artigianato era ovunque, appena era possibile i clienti investivano. Con l’avvento della tecnologia e del low cost le cose hanno cominciato ad andare meno bene. L’artigianato è unico e ha una grande qualità ma ha il suo costo: i pezzi in serie hanno costi e prezzi molto contenuti; un pezzo unico artigianale ha tutti altri costi. Però nella fascia di clienti medio alta/alta in termini di età, c’è un ritorno alla ricerca dell’oggetto unico e bello, sono interessati alla storia dell’oggetto e a come nasce. La globalizzazione è utile per trovare nuove idee e materiali, nuove tecnologie e metodi per mostrarsi, come i social. Ma porta anche a un appiattimento dell’offerta e del gusto del pubblico. Noi cerchiamo di tenere costi e pressi contenuti: siamo fuori dalla logica della grande distribuzione ma abbiamo prezzi possibili, non a livello delle opere d’arte”.
